giovedì 6 giugno 2013

STOCKHOLM MARATHON 2013

Correre la maratona é dimostrare di far parte del genere umano, condividere i gesti, le paure, le inquietudini e le speranze.
E' cercare l'armonia insieme agli altri e degli altri, esorcizzare i timori con un gesto universale.
E' dimostrare che si puo' controllare lo spazio fisico del mondo, percorrerlo sino a non avere più forze.
E' finire la lunga corsa e sentire da subito il bisogno di correrne un'altra perché questo mondo é grande e noi siamo piccoli.
E' tanto simile alla vita questa corsa, le nuvole lasciano il posto al sole, il sole alla pioggia, il ciccione al magro, il caracollante al super allenato, la banana al cetriolo.
E' guardare gli altri e capire che siam tutti uniti nello stesso casuale destino.
E' farlo con un amico che resterà sempre nella memoria perché anche se corre molto più veloce di te ti ha accompagnato in un percorso unico e irripetibile.
E' continuar parossistico a far pipi' prima della partenza perché non si riesce a trattenere l'emozione.
E' l'uso smodato di vasellina del mio amico Ico.
E' superare tranquillo un soul mate vestito da King Kong che lo tiene prigioniero in una gabbia
E' tenere in mano un cetriolo sotto la pioggia al 35esimo chilometro
E' un arrivo leggendario in uno stadio che gronda di pioggia e di storia.
E' il sorriso pieno di grande gioia di Francesca, Lollo e Franci al mio ingresso
E' un bambino dolcissimo che mi rimuove con estrema cura e gentilezza il chip dalla scarpa facendo attenzione di non farmi male ai piedi.
E' una serie interminabile di culi e lamenti che vedo e sento entrando nella dressing room dei maschi alla fine della corsa
E' un ritorno dolente ma con gioia straripante a Stureby insieme ad altre quindicimila persone
E' entrare nella Villa di Dominik e lasciar fluire libere le endorfine
E' parlare con tutti della magica esperienza passata
Continua dolce a farsi spazio nella memoria questo sofferente viaggio svedese

mercoledì 8 maggio 2013

Correndo correndo


La mezza del riso di Vercelli -01/05/2013

domenica 21 aprile 2013

Correndo correndo
MEZZA DI GENOVA 21/04/2013
1184 - 1:56:11

sabato 1 settembre 2012

Estata l'estate

















E' stata l'estate di Summer Paradise,
l'estate dell'asino bianco invadente,
l'estate del pianto di Lorenzo testimone del sogliolicidio,
l'estate dei baffi adolescenziali,
l'estate di un cocomero gigante convitato inaspettato,
l'estate del vento timido e del sole dispotico,
l'estate di un pane carasau indipendente,
l'estate di una terrazza mirabolante in cima ad un albergo squallideggiante,
l'estate della forte silenziosa presenza di Maude,
l'estate di una danza esclusiva con i delfini,

l'estate di mille inguaribili ferite sotto i piedi,
l'estate dell'età matura e della consapevolezza di un grande privilegio,
l'estate di Francesco,  pesce rubato dal genere umano
l'estate dei pranzi a stecchetto sul gommone,
l'estate di vai a vedere che c'é pieno,
l'estate del vile attentato al tordo marvizzo,
l'estate della lettura di Francesca delle storie che l'hanno accompagnata distesa sopra la rete sospesa,
l'estate del mistero delle ciavatte rubate,
l'estate di un mondo sommerso senza fine,
l'estate del nuoto ristoratore col maestro Mifune,
l'estate della merenda coll'orata,
l'estate del pensiero ad una vita diversa,
l'estate di una fredda passeggiata nello stazzo a parlare insensato di tori e fattrici,
l'estate di uno sguardo catalizzato sul mare fuori di casa,
l'estate dell'importanza dei ricordi,
ancora un'altra estate senza i genitori,
l'estate del risveglio e di quella soave passeggiata a comprar giornali,benzina e pane,
l'estate dell'eccitazione olimpica di Lorenzo,
l'estate dell'allontanamento irreversibile dal mio lavoro,
l'estate di una notte passata a guidare,
l'estate di una luna piena a Bassacutena,
l'estate di un viaggio traboccante di amicizia,
l'estate di un'irrigazione da giardino più mattiniera di me,
l'estate di certe tartarughe malandate,
l'estate di una piattaforma da tuffi inaspettata,
l'estate di certe malinconie di Francesca,
l'estate con i miei figli vicini,
l'estate del silenzio che parla dell'Asinara,
l'estate di un gelato mancato a Castelsardo,
l'estate della spontanea maestria al bolentino di Nicola,
l'estate di quattro cugini e di quattro amici,
l'estate di cavalli bradi sul pontile,
l'estate di un picnic ventoso partendo da casa,
l'estate dell'abbraccio di Nicola, gigante che quando piange lo fa con tutto il corpo,
l'estate di una grande macchina bianca che gemendo ci riporta sempre a casa,
l'estate di un viaggio che ancora dobbiamo fare.

venerdì 13 gennaio 2012

12

12 creste d'onda,
su tutte salto soul,
miracolose restano irte,
bianca spuma le colora di meringhe,
ci cammino sopra cercando i tuoi occhi,
ettu sei là come sempre,
colore granito contrastata cornice,
naturale epilogo al mio quadro epico,
di surfista improvvisato,
discesa felice nelle tue braccia,
che mi accolgono ancora asciutte dopo 12 memorabili anni.

Accompagnami ancora avventura, sulla stessa tavola,
scivoliamo sull'onda che ancora deve arrivare.

D'un tratto il vento, chiamati gli spruzzi salati
bagnano la carta e le parole,
liete per inatteso destino,
come pescioni salutano guizzando,
questa magica dozzina,
dodici anni trascorsi con te.

L

mercoledì 28 luglio 2010

Il Principato

Il nostro direttore, come omai quasi tutti sanno, é confinato in una terra ostile dominata da un principe leggermente sovrappeso che vessa i propri sudditi con le sue fotografie appese anche in luoghi che dovrebbero invogliare alla riflessione come les toilettes.


Tale sovrano osserva dalle foto di tutti i formati con aria impassibile e sorriso da Mona Lisa i propri sudditi, con un'espressione neutra che nasconde tutta la suburra e il sudiciume che sono propri del piccolo suo regno.


Il direttore é costretto a svolgere in tale luogo un'attività particolare di realizzatore di grossi buchi, dalle dimensioni spaventevoli per sbarcare il lunario, tenuto conto che l'attività editoriale purtroppo non ha sortito ancora la rendita agognata e il benessere adeguato alla caratura morale del nostro.


Egli dunque si trova, suo malgrado, ad avere a che fare con numerosi personaggi che fanno parte dell'ambiente delle costruzioni e dei lavori pubblici.

Essi costituiscono continua fonte di ispirazione per il nostro leader maximo: é la comedie humaine che si svolge sotto i suoi occhi





martedì 4 maggio 2010

Che ci faccio qui

Mi sono quasi dimentito come fare ad entrare dentro al mio blog.
Sono qui in questo strano posto da solo, completamente solo.
Casa mi sembra una prigione, eppure sono in uno dei posti più esclusivi
del mondo. Che ti escludono dalla realtà.
Mi occupo di far funzionare una piccola impresa locale che fa grossi buchi
e li consolida con opere poetiche come micropali o paratie.
Fin da quando ero piccolo, non sognavo altro che far buchi in un Principato.
Adesso il sogno si é avverato e ne sono prigoniero.